Se non sei un bambino, sei un mago


Se non sei un bambino, sei un mago


Un paio di settimane fa ho letto un articolo sul più grande calciatore salvadoregno Jorge Alberto González Barillas detto El Magico che come ebbe a dire lo stesso Maradona in un’intervista del 1982 "Credo che sia migliore di me, appartiene a un’altra galassia".

Una storia avventurosa quella del Magico, ricca di colpi di scena e momenti al limite del credibile.

Come nella migliore tradizione dei racconti di Borges, di Garcia Marquez o di Cortazar il tempo del Magico si muove tra una specie di spazio senza confini e un campo di calcio irreale. La meraviglia, la stranezza, il mostrare lo straordinario come se fosse la cosa più normale del mondo, far girare la palla che scivola leggera sull’erba, ipnotizza l’avversario, incanta il pubblico, rovescia le sorti dell’incontro sono la cifra di questo calciatore che dopo una notte di bagordi prima della semifinale del Trofeo Ramon de Carranza contro il Barcellona, a metà degli anni '80, non presentandosi in tempo per la partita entra nella ripresa, quando il Cadice perdeva già 3 a 0 e ribalta le sorti dell’incontro con due assist e due goal e fissando il risultato finale sul 4 a 3.

Gli elementi soprannaturali prendono così forma grazie all’imprevisto generato dalla magia, le credenze popolari iniziano a vivere nel racconto stupefatto di un passaparola che ingigantisce le gesta dell’atleta il quale diventa poeta, eroe classico, stregone, alchimista, demonio che controlla la geometria e la fisica e la trasforma in racconto immaginario che distorce le linee rette del campo e la forza di gravità della palla di cuoio con traiettorie imprevedibilii e controlli ai limiti del reale.

La stregoneria diventa incantesimo e le componenti fantastiche di questo racconto sono l’humus su cui si muove correndo un po’ dinoccolato Jorge Alberto González Barillas, che si trasforma in Magico in quella zona ambigua in cui si incontrano il naturale e il soprannaturale, difficili da distinguere in questa figura sospesa tra il razionale e l’irrazionale.

El Magico Gonzalez

In questo gioco delle parti, El Magico non ha mai considerato il calcio come una professione e per questo ha rifiutato contratti importanti e squadre di rango internazionali, giocando in una squadra anonima nella quale rendeva memorabile ogni momento agli occhi di spettatori che erano abituati a soldati senza fantasia o a mediocri mastini che facevano della corsa il paradigma della propria grandezza.

L’aspetto ludico mescolato alla pazzia propria del genio rompe in questo modo le distanze tra il narratore e gli eventi che narra, in una sorta di incredulità che non diventa però mai un racconto dell’assurdo, El Magico si muove in un mondo familiare che tutti riconosciamo, è l’eroe che prende forma nello specchio dei bambini che sognano di fare goal che sembrano sortilegi, con colpi di tacco, rabone, tunnel, veroniche mentre il pubblico attonito a bocca aperta trattiene il respiro prima di esplodere in un urlo liberatorio e gridare a squarciagola il nome del campione.

El Magico Gonzalez

Come detto la realtà diventa in questo modo magia, ma non è un’altra realtà è solo il reale quotidiano che si addentra nei misteri più nascosti della propria mente per scoprire il meraviglioso e il soprannaturale, un’illusione che copre la realtà fatta di lavoro, sudore, gesti ripetuti e anonimi con l’illusione che la magia rende tutto più bello per spiegare quei fenomeni che, lontani dalle curve dello stadio e dai 90 minuti della partita, ci sembrano fuori dalla nostra portata.

La sorpresa, così come l’indefinibile e l’incanto si fondono in un racconto che trascende le normali leggi del mondo. E’ la sorpresa o forse meglio dire il sorprendente che ci culla in una specie di dormiveglia che fa riaffiorare ricordi ancestrali e storie antiche fatte di mondi fantastici che vanno al di là di qualsiasi realtà e ci fa tornare per un momento, più o meno lungo, bambini.

El Magico

Tutti i giorni leggo post con i 10 errori da non fare per.., i 5 trucchi per.., i 7 motivi per acquisire..., tutti post interessantissimi per incrementare followers, fans, leads e quant'altro.Però, nel marketing come nella vita d'altronde, non ci sono soltanto schemi preordinati da seguire, l'emozione e la magia sono fondamentali ed è per questo motivo che ad un calciatore che gioca tutte le partite seguendo i precetti dell'allenatore senza mai sbagliare un colpo preferirò sempre uno come El Magico che dopo aver attaccato le scarpe al chiodo ha indossato le ciabatte per fare il tassista e guidare più comodo.


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